Ai miei ragazzi


Firenze, 28 giugno 2026

Cari ragazzi,

ogni anno arriva questo momento.

Per chi, come me, vive la scuola da insegnante precario, salutare è quasi una consuetudine. Eppure, non ci si abitua mai davvero. Perché dietro un registro, una cattedra o un voto ci sono volti, sorrisi, domande, risate, piccoli successi, fatiche condivise e storie che finiscono per intrecciarsi con la propria.

Quest'anno è stato speciale. Più di tanti altri.

Alla mia 3ª ELL voglio dire grazie. Abbiamo costruito insieme un percorso che è andato ben oltre le pagine di un libro. Lo scambio con il liceo di Lione è stato molto più di un progetto scolastico: è stata un'esperienza di vita. Vi ho visti partire con curiosità, tornare con gli occhi pieni di racconti e, soprattutto, creare amicizie che hanno superato i confini e le distanze. Sapere che alcuni di voi sono tornati in questi giorni a trovare i loro corrispondenti francesi è forse il regalo più bello che potessi ricevere. Significa che ciò che avete vissuto insieme era autentico. Sono queste le esperienze che lasciano un segno e che vi accompagneranno quando la scuola sarà soltanto un ricordo.

Alla mia , che in questi giorni sta affrontando la Maturità, voglio dire una cosa semplice: abbiate fiducia in voi stessi. Sono arrivato soltanto nell'ultimo tratto del vostro cammino, quando la strada era ormai quasi conclusa. Avrei voluto conoscervi prima, ma sono grato di aver condiviso con voi questo ultimo anno. Spero di avervi lasciato qualcosa che vada oltre il francese: la curiosità di guardare il mondo con occhi aperti, il coraggio di sbagliare, la voglia di imparare sempre. Tra qualche anno forse dimenticherete qualche verbo irregolare, qualche regola grammaticale o qualche interrogazione. Ma mi auguro che ricorderete il sorriso di un professore che ha creduto in voi. Perché i professori passano, ma in fondo restano sempre. Io porto ancora con me i miei insegnanti, e spero che un giorno, ripensando al vostro percorso, ci sia un piccolo posto anche per me.

E poi ci sono i miei "bimbi" della 1ª CLL. Con voi tutto era una scoperta. Avete accolto la lingua francese con entusiasmo, spontaneità e quella meravigliosa voglia di fare domande che solo chi è all'inizio di un viaggio possiede. Vi auguro di non perdere mai quello stupore. Continuate a imparare senza avere paura di sbagliare, perché ogni errore è un passo avanti. Continuate a essere curiosi, a ridere, a sorprendervi davanti a una parola nuova, a una cultura diversa, a un orizzonte che si allarga. La scuola è molto più dei voti: è il luogo in cui si impara a diventare persone.

A tutti voi, indistintamente, voglio lasciare un pensiero.

Non misurate mai il vostro valore con un numero scritto su un compito. I voti passano, la persona che scegliete di essere rimane. Coltivate le amicizie vere, abbiate rispetto per gli altri, siate gentili anche quando il mondo sembra premiare altro. Imparate le lingue non solo per parlare con persone di altri Paesi, ma per capire che esistono modi diversi di vivere, pensare e sognare. Viaggiate, leggete, fate domande, cambiate idea quando serve e non smettete mai di avere fame di conoscenza.

Non abbiate paura del futuro. Nessuno ha tutte le risposte. Nemmeno i professori.

E ricordatevi una cosa che spesso dimentichiamo: non dovete essere perfetti. Dovete essere autentici. Le persone autentiche lasciano sempre il segno.

Io, intanto, vi saluto.

O forse no.

Perché un professore non smette di essere il professore dei propri studenti quando cambia scuola. Semplicemente continua a fare il tifo per loro da un'altra parte. Continuerò a sperare che realizziate i vostri sogni, che troviate la vostra strada e che abbiate il coraggio di inseguire ciò che vi rende felici.

Vi porterò con me, uno per uno, nei ricordi di quest'anno.

Grazie per avermi insegnato, ancora una volta, che insegnare non significa soltanto spiegare una materia, ma entrare, anche solo per un tratto di strada, nella vita delle persone.

E se un giorno ci rincontreremo, magari per caso, spero che ci basterà un sorriso per riconoscerci.

Con affetto e gratitudine,

Il vostro professore di Francese

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